Quando l’olio d’oliva non è proprio extravergine

olive_oil (5)Ultimamente è scoppiato un nuovo caso in Italia: la truffa dell’olio extra vergine d’oliva.

Molti hanno comprato alcuni litri, altri hanno fatto scorta, di olio extra vergine d’oliva ma guardando i telegiornali si sono accorti che la casa produttrice indicata sull’ etichetta è tra quelle coinvolte nell’inchiesta sugli oli alterati.

Come ci si muove in questi casi? Ci sono pericoli per la salute?

Purtroppo, molti consumatori sono incappati nella fraudolenta vicenda delle bottiglie di olio vendute come extravergine, ma che invece non sono tali, perchè semplicemente olio d’oliva.

Nessuna preoccupazione, però, per la salute: Agostino Macrì, esperto di sicurezza alimentare dell’Unione consumatori, ha confermato che il prodotto non è dannoso per la nostra salute.

Della situazione si è occupata la procura di Torino che ha indagato su 7 case produttrici, accusate in aver venduto oli etichettati come extravergini ma che, dopo alcune analisi, sono risultati altro.

Gli esperti della Codacons affermano che le famiglie che hanno acquistato l’olio prodotto da una di queste aziende sotto indagine possono scaricare un modulo dal sito www.codacons.it per richiedere il risarcimento e costituirsi parte lesa nel procedimento aperto dalla procura.

In ogni caso la Coldiretti ci ha consigliato di seguire dei piccoli accorgimenti quando facciamo la spesa: controllare il paese d’origine dell’olio sull’etichetta e il prezzo.

Un buon extravergine italiano non può costare meno di 6-7 euro al litro, al di sotto di questo prezzo non verrebbero coperte nemmeno le spese di produzione.

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