Perché alcune persone sentono più freddo di altre: la spiegazione scientifica

Ritratto di donna, immagine di riferimento per l'articolo sulla sensibilità al freddo

Uno stesso termosifone, sensazioni diverse

Nella stessa stanza, alla stessa temperatura, c’è sempre chi tiene il maglione e chi gira in maniche corte. Non è una questione di “abitudine” o di carattere: la sensibilità al freddo dipende da una combinazione di fattori fisiologici che variano molto da persona a persona, e la scienza ha individuato con buona precisione quali sono.

La massa muscolare e grassa cambiano il modo in cui il corpo trattiene il calore

Il tessuto muscolare produce calore in modo più attivo del tessuto adiposo, ma il grasso sottocutaneo funziona come isolante naturale, riducendo la dispersione di calore verso l’esterno. Chi ha una massa muscolare più bassa e poco tessuto adiposo si trova quindi in una posizione doppiamente sfavorita: produce meno calore metabolico e lo trattiene peggio. È uno dei motivi per cui, in media, le persone molto magre tendono a percepire il freddo con maggiore intensità.

Le differenze legate al sesso biologico

Diversi studi di fisiologia hanno rilevato che le donne, in media, percepiscono il freddo prima degli uomini. Le ragioni sono molteplici: una massa muscolare mediamente inferiore, una percentuale di grasso corporeo distribuita diversamente, e una temperatura interna delle mani e dei piedi che nelle donne può risultare più bassa a causa di una circolazione periferica meno efficiente.

Il corpo, in condizioni di freddo, tende a privilegiare il mantenimento della temperatura degli organi vitali concentrando il flusso sanguigno al centro del corpo, a scapito delle estremità.

La tiroide e il metabolismo basale

La tiroide regola il metabolismo basale, cioè la quantità di energia che il corpo consuma anche a riposo per mantenere le funzioni vitali, incluso il calore corporeo. Un funzionamento più lento della tiroide (ipotiroidismo) riduce la produzione di calore metabolico e si accompagna spesso, tra i suoi sintomi più comuni, a una sensazione persistente di freddo, anche in ambienti miti. È uno dei motivi per cui una sensibilità al freddo improvvisa e marcata, se non spiegabile da altri fattori, viene spesso indagata dai medici anche dal punto di vista tiroideo.

La circolazione sanguigna e i livelli di ferro

Una carenza di ferro riduce la capacità del sangue di trasportare ossigeno ai tessuti, compresi quelli delle mani e dei piedi, che percepiscono quindi il freddo con più facilità. Anche problemi circolatori più generali, come il fenomeno di Raynaud (uno spasmo temporaneo dei vasi sanguigni periferici in risposta al freddo o allo stress), possono spiegare perché alcune persone abbiano le estremità gelide anche quando il resto del corpo è a una temperatura normale.

Anche l’età e l’abitudine climatica contano

Con l’avanzare dell’età, la capacità di regolare la temperatura corporea diminuisce e la sensibilità al freddo tende ad aumentare. Allo stesso tempo, il corpo può “abituarsi” a un certo clima: chi vive stabilmente in zone più calde percepisce spesso il freddo con maggiore intensità in caso di improvviso abbassamento delle temperature, mentre chi è esposto regolarmente a climi rigidi sviluppa nel tempo una tolleranza più alta.

Il ruolo del sonno e della stanchezza

Anche la qualità del sonno influisce sulla percezione del freddo: la privazione di sonno può alterare temporaneamente la regolazione della temperatura corporea, rendendo più difficile mantenere una sensazione di calore stabile durante la giornata. È un fattore spesso sottovalutato rispetto a quelli più noti come la massa corporea o la tiroide, ma comunque riconosciuto dalla fisiologia del sonno.

Domande frequenti

Bere più caffè aiuta davvero a sentire meno freddo?
La caffeina può dare una sensazione temporanea di calore stimolando il sistema nervoso, ma l’effetto è breve e non risolve una sensibilità al freddo di fondo legata a fattori come massa corporea o tiroide.

Fare più attività fisica può aiutare chi soffre il freddo?
Sì, in generale: aumentare la massa muscolare attraverso l’attività fisica regolare può migliorare la produzione di calore metabolico nel tempo, oltre a favorire una migliore circolazione periferica.

Quando la sensibilità al freddo deve preoccupare?
Quando compare in modo improvviso, persistente e accompagnata da altri sintomi come stanchezza, cambiamenti di peso o pelle secca: in questi casi vale la pena parlarne con il proprio medico per escludere cause come problemi tiroidei o carenze di ferro.

In conclusione

Sentire freddo più degli altri non è quasi mai un problema di per sé: è quasi sempre il risultato di una combinazione naturale tra massa corporea, sesso biologico, età ed esposizione climatica. Ma se la sensazione compare in modo improvviso, persistente e accompagnata da altri sintomi, può valere la pena parlarne con il proprio medico, perché in alcuni casi è uno dei primi segnali di uno squilibrio tiroideo o di una carenza nutrizionale da approfondire con gli esami adeguati.