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Quando l’olio d’oliva non è proprio extravergine

olive_oil (5)Ultimamente è scoppiato un nuovo caso in Italia: la truffa dell’olio extra vergine d’oliva.

Molti hanno comprato alcuni litri, altri hanno fatto scorta, di olio extra vergine d’oliva ma guardando i telegiornali si sono accorti che la casa produttrice indicata sull’ etichetta è tra quelle coinvolte nell’inchiesta sugli oli alterati.

Come ci si muove in questi casi? Ci sono pericoli per la salute?

Purtroppo, molti consumatori sono incappati nella fraudolenta vicenda delle bottiglie di olio vendute come extravergine, ma che invece non sono tali, perchè semplicemente olio d’oliva.

Nessuna preoccupazione, però, per la salute: Agostino Macrì, esperto di sicurezza alimentare dell’Unione consumatori, ha confermato che il prodotto non è dannoso per la nostra salute.

Della situazione si è occupata la procura di Torino che ha indagato su 7 case produttrici, accusate in aver venduto oli etichettati come extravergini ma che, dopo alcune analisi, sono risultati altro.

Gli esperti della Codacons affermano che le famiglie che hanno acquistato l’olio prodotto da una di queste aziende sotto indagine possono scaricare un modulo dal sito www.codacons.it per richiedere il risarcimento e costituirsi parte lesa nel procedimento aperto dalla procura.

In ogni caso la Coldiretti ci ha consigliato di seguire dei piccoli accorgimenti quando facciamo la spesa: controllare il paese d’origine dell’olio sull’etichetta e il prezzo.

Un buon extravergine italiano non può costare meno di 6-7 euro al litro, al di sotto di questo prezzo non verrebbero coperte nemmeno le spese di produzione.

Cosa possiamo usare al posto del sale?

f_salegrossoritualistica01Secondo una ricerca pubblicata sul British medical journal, in Italia consumiamo più sale del dovuto, 10 g anzicchè 5, quantità raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Esageriamo con lo zucchero, in dieci anni siamo passati da 58 a 63 g, e anche con il burro,

2,3 kg a testa all’anno. L’ Omg giudica tutto questo preoccupante e, soprattutto, pericoloso per la nostra salute.

Sapevi che puoi usare altri alimenti al posto dei tradizionali?

Prova il gomasio al posto del sale: è un alimento naturale di origine asiatica fatto con semi biologici di sesamo tostati e sale integrale. Puoi aggiungerlo ad ogni pietanza, nelle insalate, nel risotto, sulla carne. E’ ottimo anche nelle minestre e sulla pasta al posto del parmigiano.

Conosci il ghee? E’ burro chiarificato, cioè privo di acqua, lattosio e proteine, usato da sempre in India e in Bangladesh. Visto che sopporta magnificamente le alte temperature è perfetto per le fritture: non brucia, non produce tossine e non fa male.

Al posto dello zucchero, prova il succo d’uva: è un derivato naturale della frutta, dolcifica meno ma ha un sapore più deciso. Tieni presente che 100 g di zucchero equivalgono a 80 g di succo d’uva. Usalo per dolcificare tè e tisane, ma puoi utilizzarlo anche per le torte.

La farina bianca può essere tranquillamente sostituita dalla farina di farro. E’ più digeribile e ricca di vitamine e sali minerali, povera di grassi. Le sue fibre ci aiutano a mangiare di meno e a regolare l’intestino. E’ ideale per fare la pasta fresca, il pane, i biscotti e le crostate. Non te ne pentirai.

Omeopatia: un’alternativa sicura?

Homeopathic medication with chamomile globules

L’agenzia americana per la sicurezza dei farmaci e degli alimenti, la Food and drug administration, intende stabilire nuove regole per quanto riguarda l’etichettatura dei rimedi omeopatici.

Obiettivo: renderli facilmente distinguibili dai farmaci chimici tradizionali.

In Italia questi prodotti sono già sottoposti a controlli rigorosi e arrivano da laboratori supervisionati dal ministero della Salute, per cui i rischi si riducono a zero.

I rimedi omeopatici si trovano in commercio sottoforma di granuli, gocce, compresse, pomate ed unguenti. Certo, anche in queste sostanze potrebbero esserci degli elementi tossici, ma bisogna tener bene a mente il principio secondo cui l’omeopatia esercita il suo ruolo di medicina alternativa, ovvero la diluizione. I prodotti definiti omeopatici sono diluiti moltissimo, tanto da contenere al suo interno una bassissima percentuale della sostanza presa in causa.

La conferma di questa tesi arriva da una recente ricerca tedesca effettuata su 1000 pazienti: gli effetti collaterali sono minori di quelli dei farmaci tradizionali.

Inoltre, entro il 2018, le imprese italiane che si occupano di rimedi alternativi dovranno fornire un dossier dettagliato che sarà esaminato ed approvato dall’Agenzia del farmaco.

I problemi legati all’omeopatia, come per qualsiasi terapia, sono legati solo ad uso arbitrario dei preparati: se un disturbo è grave bisogna affidarsi al medico e non intervenire a propria discrezione.

L’omeopatia è da sempre un argomento che divide, infatti chi non è particolarmente predisposto alle cure alternative pone l’accento sull’efficacia di questa medicina, non ancora provata scientificamente, per cui racccomanda cautela nell’assunzione di questi prodotti.

L’avocado, un alleato per il nostro cuore

ganze und halbe reife avocado isoliert auf weissem hintergrund

L’avocado è il frutto più grasso che ci sia. Ma grasso in senso buono, perchè aiuta a tener a bada il colesterolo. Infatti, dal nuovo studio della Pennsylvania State University pubblicato sul Journal of the America Heart è emerso che chi ha mangiato un avocado al giorno per cinque settimane ha ridotto considerevolmente i livelli di LDL, ovvero il colesterolo cattivo, rispetto a chi seguiva comunque una dieta povera di grassi ma priva del frutto in questione.

Quindi, l’avocado ci fa bene! Questo prezioso alleato per la salute contiene il 75 % di grassi monoinsaturi, cioè grassi buoni, che salvaguardano il nostro cuore. Fornisce, addirittura, più proteine del latte vaccino e tutti gli amminoacidi essenziali necessari ad un corretto processo bio-cellulare.

Un’unica avvertenza: attenzione alle calorie. Infatti 100 grammi di polpa di avocado forniscono 230 calorie, per cui inseritelo in un pasto sano ed equilibrato.

L’avocado oltre ad essere gustato come un frutto può essere provato in un sandwich o mischiato alla pasta, ed anche tagliato a cubetti, marinato in sale  e limone, o tagliato in due e cosparso di sale e pepe.

E’ così versatile e nutriente che le signore possono usarlo anche come antirughe. Preparate la maschera per il viso mescolando un avocado, un cucchiaino di miele e uno di yogurt bianco fino ad ottenere una crema abbastanza densa da poter essere spalmata sul viso. Tenetela su per 15 minuti, risciacquate con cura: vi donerà una pelle liscia e levigata eliminando tutte le impurità e le imperfezioni.

Il cibo del futuro: gli insetti?

cavalletta-3Il Parlamento europeo ha dato il suo consenso all’arrivo sulle nostre tavole di cavallette, grilli e vermi. Come per molti argomenti, anche per quest ultimo le opinioni si dividono: c’è chi crede che possa essere la soluzione per sfamare la popolazione mondiale in costante crescita e chi, invece, la considera eccessiva.

Chi vota per il sì argomenta le sue tesi affermando che oggi nel mondo quasi un miliardo di persone su 7 non ha cibo per nutrirsi, figuriamoci fra 50 anni quando saremo arrivati alla straordinaria cifra di 9 miliardi. Gli insetti, altamente proteici, sono presenti in gran numero ovunque, anche nel deserto e per questo ben si prestano a diventare un piatto ricco e nutriente per chiunque. Non tutti sanno che in Asia, Africa e America del Sud già 2 miliardi di persone mangiano insetti. Nel corso della storia l’uomo, un po’ per esigenza un po’ per gusti,  ha spesso cambiato le sue abitudini alimentari, ed oggi che si viaggia in lungo e in largo in giro per il mondo è più facile venire a contatto con diversi tipi di cucina: i confini alimentari non esistono più.

Chi, invece, è ancora reticente, scaglia il suo no contro cavallette e coleotteri in nome della più che famosa dieta mediterranea, la più sana e variegata del mondo. Additandola solo come una moda, quella di mangiare insetti, è respinta dalla maggioranza delle persone, quasi l’80%, per cui in tavola vige, e stravince, il gusto: il pollo al forno batte il grillo fritto. Anche fra 50 anni.