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L’Ucraina rischia di rimanere senza riscaldamento

Con l’inverno alle porte, il riscaldamento è a rischio in tutta l’Ucraina, a causa dell’interruzione delle forniture di gas da parte di Gazprom, derivante dai mancati pre-pagamenti da parte di Kiev. E’ stato l’amministratore delegato della compagnia russa, Alexiei Miller, a specificare che se il metano già pagato è stato consegnato, non sono giunte nuove richieste da parte dell’Ucraina.riscaldamento1

Non si tratta di una decisione inaspettata, poiché giunge dopo l’annuncio di Naftogaz, l’azienda del gas ucraina, di non avere più bisogno di rifornimenti. Intanto, però, le temperature nel Paese sono già scese intorno allo zero e se Kiev dovesse aver realmente bisogno di gas, non saprebbe come ovviare.

Va peraltro specificato che insieme all’Ucraina, potrebbe essere a rischio anche il rifornimento del continente, compreso il nostro Paese, in quanto l’Ucraina per ovviare al problema sta prelevando il gas dalle riserve esistenti nei depositi, che a loro volta non sono riempiti a sufficienza per ovviare al fabbisogno anche dell’Europa.

La situazione attuale arriva dopo l’accordo sui prezzi delle forniture all’Ucraina che era stato raggiunto a settembre, non senza  la mediazione europea tesa a cercare di trovare un punto di incontro in grado di scalfire la reciproca diffidenza tra ucraini e russi. Un primo fronte di crisi aveva però già scalfito la ritrovata serenità tra Mosca e Kiev, quando due milioni di abitanti della Crimea si erano all’improvviso ritrovati senza luce e riscaldamento per effetto di una serie di esplosioni che aveva provocato il danneggiamento delle linee elettriche. Un primo assaggio della tensione che torna a aleggiare tra i due paesi e che preoccupa non poco alla luce dell’abbattimento del caccia russo sui cieli della Turchia, che potrebbe sfociare in una crisi tra la Nato, di cui Ankara fa parte e il Paese guidato da Putin.

Anche Telegram dichiara guerra all’Isis

telegram isisDopo Anonymous, anche la messaggeria online Telegram ha deciso di iscriversi alla guerra contro l’Isis. Lo ha fatto annunciando la chiusura di 78 profili utilizzati in precedenza da sostenitori dello Stato islamico per comunicare tra loro. Si tratta della prima volta in assoluto per la app di messagistica, considerata estremamente sicura dagli addetti ai lavori, ma spinta ad assumere un provvedimento di questo genere dall’utilizzo fattone dai simpatizzanti del califfato.

A dare la notizia è stato il sito internet del quotidiano francese Le Monde, il quale ha aggiunto che tutti i canali ufficiali dell’Isis, in francese e inglese, sono stati oscurati, come è successo del restoall’agenzia di stampa dell’organizzazione terroristica. La stessa Telegram ha poi annunciato da parte sua che nel prossimo futuro provvederà ad attivare una serie di meccanismi atti asegnalare i contenuti considerati “riprovevoli”.

Un atto praticamente dovuto, se si pensa che proprio su Telegram lo Stato islamico ha provveduto alla rivendicazionedella paternità degli attacchi del 13 novembre a Parigi. Sempre sulla app per la messaggistica online, inoltre, i sostenitori del califfato avevano in precedenza rivendicato la paternità dell’attentato all’aereo russo caduto nel deserto del Sinai.

Creata da due russi, i fratelli Durov, ora anche Telegram non ha esitato a schierare la sua potenza di fuoco contro l’Isis, ampliando il fronte tecnologico che ha deciso di opporsi con tutti i mezzi possibili alla strategia terroristica dei fondamentalisti islamici. Un fronte che potrebbe decisamente ampliarsi nelle prossime settimane, con altri attori in grado di fornire una concreta mano contro la strategia del terrore dell’Isis.