Volpe a nove code: la leggenda

La volpe a 9 code è un animale leggendario tipico del folclore asiatico di Corea, Giappone e Cina. L’immagine è quella di una volpe bianca con 9 code che può essere buona o malvagia, a seconda delle culture. In Cina per esempio, è una creatura portafortuna, protettrice della dinastia reale e che poteva essere mangiata per proteggersi dal male. In Corea invece rappresenta sempre qualcosa di malvagio, è infatti una sorta di demone detto Kumiho, che si trasforma in una giovane affascinante per catturare le sue vittime e mangiarne le carni. La volpe a 9 code appare anche nell’anime Giapponese “Naruto”, sempre sottoforma di demone maligno, da cui il protagonista attinge particolari poteri grazie ai suoi chackra.

La leggenda di Tamamo No Mae

Questa storia tratta dalla tradizione giapponese, narra di una splendida ragazza che vive presso la corte dell’imperatore. Dopo qualche tempo dal suo arrivo il reale si ammala gravemente, e la corte, che già non vedeva di buon occhio Tamamo, poiché non mostrava mai alcun segno di preoccupazione, comincia a sospettare di lei. Così l’esorcista del palazzo si rivolge a dei monaci per smascherare la vera natura della donna. I preti consegnano una bacchetta magica in grado di rivelare, grazie al solo tocco le entità nascoste.

Tamamo viene sfiorata sul palmo della mano e subito si rivela essere una Kyuubi, ovvero una volpe a nove code. L’imperatore, ripresosi dalla sua malattia, pur essendo innamorato della ragazza, ordina a due killer di inseguirla ed ucciderla, per evitare che assorba l’energia vitale di altre persone. I due guerrieri trovano la volpe e, dopo un lungo combattimento, riescono a ferirla con arco e frecce. Centrata nel petto, la Kyuubi si trasforma di nuovo nella bella ragazza che era, e prima di morire viene tramutata in una pietra nera. Questa pietra, detta Sessho-Seki, è però maledetta e continua ad uccidere tutte le persone che vengono a contatto con lei.

La storia della pietra maledetta

Dopo molti anni, un monaco decide di purificarla attraverso un rituale, ma nel momento stesso in cui si accinge a farlo, la pietra comincia a raccontargli la storia della sua vita. Tamamo racconta di essere stata abbandonata in un bosco appena nata e di essere stata trovata dal suo padre adottivo. Questo povero uomo viene ingiustamente esiliato dai reali e muore di rimpianti. Tamamo dunque decide di vendicarsi intrufolandosi a palazzo e facendo innamorare di sé l’imperatore, ma presto si rende conto di essere invaghita a sua volta di lui.

Questo non le permette di ucciderlo completamente e per questo motivo chiede al monaco di liberarla dalle maledizioni che la affliggono da quando è nata. Il prete a questo punto, provando pietà per Tamamo, pronuncia un potente incantesimo che libera la ragazza e rompe la pietra in migliaia di pezzi che si spargeranno per tutto il Giappone. Questa leggenda è stata trascritta in vari modi mantenendo sempre la trama originale, che spesso viene rappresentata in spettacoli teatrali dedicati al folclore.