Le origini profonde delle allucinazioni

Le allucinazioni comportano una violenta rottura delle capacità cognitive e delle facoltà individuali, dimostrandosi tipiche della maggior parte delle condizioni psichiatriche. L’attività celebrale che caratterizza le allucinazioni continua a dimostrarsi poco chiara, fonte di nuove ricerche scientifiche e nuovi studi.

La teoria scientifica del viaggio indotto

Uno degli ultimi studi concentrato sulle allucinazioni è stato pubblicato su Cell Reports, effettuato da un team di ricercatori dell’Università dell’Oregon, cercando di indagare sulle origini profonde legate al fenomeno psichico. Gli studi hanno portato alla classificazione delle allucinazioni visive in relazione alla riduzione dell’attività cerebrale, contrariamente alle ipotesi precedenti concentrate su di un incremento caotico di tale attività.

Gli scienziati hanno compiuto alcune sperimentazioni sui topi per mezzo di una sostanza psichedelica appartenente alla classe LSD e psilocibina DOI, legandosi ai recettori della serotonina, attivando il neurotrasmettitore responsabile delle allucinazioni. Ai topi sono state mostrate alcune immagini sullo schermo sotto un monitoraggio costante della corteccia visiva. Tale attività è apparsa ridotta al momento della sostanza in circolo, causando una riduzione dell’attività della corteccia visiva anziché un incremento.

Una delle ipotesi formulate successivamente si è concentrata anche sul rumore, andando a riempire i buchi presenti in altre regioni attraverso le allucinazioni. Le ricerche non si sono tuttavia dimostrate in grado di identificare con assoluta certezza lo stato delle allucinazioni nei topi, sotto l’assenza di sintomi evidenti quali la schizofrenia. In psicopatologia l’allucinazione viene spesso definita ‘percezione senza oggetto’, interessando tutte le modalità sensitive visive, gustative, uditive, olfattive e tattili, riscontrando uno stimolo esterno inesistente nella realtà. In assenza di sostanze stupefacenti le allucinazioni interessano un 10-27% dell’intera popolazione mondiale, verificandosi in modo sporadico anche in soggetti del tutto sani.

Possibile cause degli stati allucinatori

Le allucinazioni possono presentarsi sotto condizioni psichiatriche e neurologiche, causate anche da sostanze stupefacenti e abuso di medicinali, sotto uno stato sporadico e transitorio o maggiormente protratto come nel caso delle malattie mentali. Tra le alterazioni della percezione della realtà si trovano anche le allucinazioni ipnagogiche e ipnopompiche, tipiche del sonno dimostrandosi non patologiche.

A livello patologico si evidenziano allucinazioni semplici, dove lo stesso fenomeno non necessita di una rielaborazione cognitiva, e allucinazioni complesse dove invece entrano in gioco diverse modalità sensoriali soprattutto di carattere visivo e uditivo, andando a colpire anche l’area del linguaggio. L’allucinazione negativa si presenta invece quando il soggetto non riesce a percepire un oggetto reale, mentre la teoria psicodinamica si concentra sulle allucinazioni provocate dall’inconscio distorcendo i contenuti.