Prima di iniziare il lavoro valuta tagliente, tipo di legno e potenza della fresatrice

Il legno è un materiale che è presente in natura sotto forma di una grande moltitudine di varianti, quello duro, quello tenero, quello composito ecc… Le tipologie più utilizzate sono l’abete e il pino, che sono mediamente teneri.

È importante sapere che tipo di legno si vuole lavorare, perché in base a questa informazione si sceglie il tipo di tagliente della fresa da utilizzare. Infatti, il tagliente delle frese per il legno (sul sito https://www.fraisertools.com troverai ulteriori informazioni) può essere composto da diversi tipi materiali, quali:

  • acciaio;
  • metallo duro (noto come WIDIA);
  • policristallino diamante.

Un tagliente costituito in acciaio non prevede la placchetta saldata e si presenta nella stessa colorazione di quello in metallo duro, ma è nettamente più leggero. Questa tipologia caratterizza le frese a tazza e quelle del trapano a colonna.

Le frese in acciaio possono eseguire una fresata molto fine e precisa, perché la sua minore durezza, rispetto al Widia, facilita l’affilatura e garantisce una maggiore precisione. Le frese con tagliente in acciaio sono utilizzate prevalentemente per lavorare legni teneri, come la betulla e il pioppo.

Sempre più si sceglie di utilizzare il metallo duro, per tutto ciò che concerne la lavorazione del legno, che può essere saldo-brasato alla fresa o intercambiabile. Utilizzato per la maggior parte delle lavorazioni del legno, tenero, duro, con o senza residui di colla, insomma, un “amico” sempre presente grazie al suo principale vantaggio, che è la versatilità.

Il diamante policristallino è molto duro ed è ideale per le lavorazioni ripetute, che sollecitano in maniera continua il materiale. Solitamente utilizzato per realizzare pezzi in serie, in legno multistrato, truciolare, per effettuare canali e tagli con pantografo a controllo numerico.

È fondamentale valutare quale deve essere la parte del pannello da lavorare e rifinire, prima di avventurarsi e rischiare di buttare via del materiale e proprio in base alla parte in questione è possibile scegliere il giusto tagliente, per fare in modo che il risultato non sia ruvido ma “finito”.

Dunque, sono disponibili 4 tipi di taglienti, utili per funzioni differenti:

  • a placchetta dritta “standard”;
  • a elica positiva;
  • a elica negativa;
  • a elica doppia, positiva e negativa.

Altra considerazione da fare è il tipo di asportazione, più è profonda, che sforza maggiormente la fresa, che necessita di un sostegno maggiore, al contrario di una fresata più leggera, dove basta semplicemente pulire o smussare leggermente gli angoli.

Una volta individuata la lavorazione da eseguire e il tipo di macchina da utilizzare, con il giusto tagliente, è importante verificare che l’attacco sia idoneo e che il materiale da lavorare sia quello giusto. Dunque, una fresa potrai impostarla su una fresatrice (o pantografo) verticale, da installare sul banco, oppure da tenere in maniera manuale, oppure a controllo numerico CNC.

Ovviamente, gli strumenti da lavoro sono molti e tante sono le varianti anche delle fresatrici, per esempio fresatrice orizzontale toupie, “lamello” e spinatrici.

Per ciò che riguarda l’utilizzo della fresatrice manuale, a differenza dell’utilizzo di una fresa a controllo numerico, spesso si fa riferimento alle lavorazioni del fai-da-te o artigianali, per eseguire piccole e veloci lavorazioni.

Il primo fondamento della lavorazione è la potenza della fresatrice da tenere in considerazione. Una fresatrice poco potente non riesce ad avviare la lavorazione con attacchi da d. 12 o 12,7 mm, quindi in caso di legno duro, con lavorazione profonda, sarà importante trovare una fresa adatta e che non tenda poi facilmente a rompersi.

Attenzione agli strumenti economici, infatti, un prodotto di questo tipo può permettere piccole e leggere lavorazioni, a differenza di una fresatrice professionale, che magari abbia almeno 2400 w di potenza e assicurare maggiore affidabilità, sia nell’accuratezza del taglio sia nella profondità.

Un’eccezione la fa il pantografo manuale, che utilizza una fresa per rifilare con cuscinetto, esso sarà versatile per molti rifili, perché la fresa consuma pochissimo materiale e ripulisce il bordo, rendendolo liscio.

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